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Economia: circolare è meglio. Quando gli scarti diventano una risorsa

La produzione di PREV-AM PLUS, a base di oli essenziali, poggia sui più moderni concetti di economia circolare utilizzando come materia prima ciò che resta dalla produzione di succo d’arancia, cioè le bucce.

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L’economia circolare è una modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo.
In un mondo dalle risorse finite appare sempre più strategico adottare processi tecnologici che prevedano il riutilizzo delle materie prime, oppure dei sottoprodotti industriali erroneamente considerati rifiuti. Nel primo caso si parla del recupero degli elementi costituenti di beni a fine vita, per esempio i metalli come ferro, rame e litio. Soprattutto quest’ultimo risulta oggi fondamentale per realizzare gli accumulatori necessari a integrare l’opera di fonti discontinue di energie rinnovabili come fotovoltaico ed eolico. Nel secondo caso si tratta invece di utilizzare ciò che resta alla fine di una produzione di qualsivoglia natura, industriale, urbana o agricola che sia.

L’Agricoltura oggi svolge un ruolo da protagonista in tema di economia circolare, dal momento che risulta un settore estremamente coinvolto, quando si parla di responsabilità tra i processi produttivi. Processi che oggi permettano di ridurre gli sprechi e risparmiare; quindi, inquinare meno e mangiare prodotti più sani; grazie al supporto della ricerca e della tecnologia, gli scarti si riutilizzano, diventando risorse e creando valore aggiunto alla filiera.

Un esempio di tali processi si apprezza nella conversione degli scarti delle produzioni animali in fertilizzanti di elevato pregio. Ancora, la frazione umida dei rifiuti urbani può essere sfruttata per produrre biometano tramite processi anaerobici al termine dei quali si ottengono anche grandi quantità di sostanza organica utilizzabile in agricoltura. A questi tangibili vantaggi si aggiunge infine quello di ridurre i volumi da smaltire come rifiuti veri e propri, tema di crescente gravità non solo nelle società più tecnologicamente avanzate, bensì anche e soprattutto nei Paesi emergenti ove il riciclaggio dei rifiuti è quasi assente. Testimonianza di ciò, purtroppo, i milioni di tonnellate di rifiuti plastici che galleggiano negli oceani.
Ecco perché l’economia circolare va guardata come una delle frontiere di maggior interesse da esplorare, cercando ogni possibile strumento e occasione per seguire le sue virtuose linee guida.

Anche nella produzione dei prodotti per la protezione delle piante (agrofarmaci) tali approcci si stanno affacciando con sempre più vigore, come il caso del PREV-AM® PLUS, prodotto fitosanitario a base di olio essenziale di arancio dolce sviluppata e realizzata da Oro Agri e distribuita da ASCENZA, società che appartengono entrambe al Gruppo Rovensa.

L’attività di Ricerca & Sviluppo, ha fatto emergere che per le sue caratteristiche chimico-fisiche, l’olio essenziale di arancio dolce esercita una forte azione di controllo nei confronti di alcuni patogeni delle colture agrarie, come peronospora e oidio, ma anche di insetti a corpo molle come aleurodidi, cicaline e tripidi.

Quando la difesa delle colture diventa sostenibile e circolare

Presente nelle bucce degli agrumi, la sua estrazione e purificazione permette quindi di realizzare un prodotto fitosanitario dalla concentrazione di sostanza attiva sufficiente a controllare molteplici avversità.
La materia prima, ovvero le bucce di arancia dolce, deriva dai processi di produzione dei succhi per uso umano, quindi perfettamente in linea coi più avanzati precetti dell’economia circolare.

A loro volta, le bucce post-estrazione possono essere ulteriormente processate per ottenere fertilizzanti. Dai campi coltivati, quindi, le arance giungono dapprima all’industria alimentare che ne estrae i succhi, trasformando poi gli scarti, le bucce, in materie prime per ulteriori lavorazioni atte a realizzare prodotti che possono essere usati proprio nei campi coltivati, chiudendo il cerchio.